PERCHE': Con un’estensione pari a cinque volte quella dell’Italia, la Mongolia è una paese di montagne, steppe e deserti dove malgrado le notevoli agevolazioni degli ultimi anni viaggiare comporta ancora delle difficoltà e richiede un buon spirito di adattamento.
Il vasto altopiano ondulato ad oltre mille metri di altezza si divide nelle vaste steppe erbose del Khangai a nord e nelle zone desertiche del Gobi a sud, ad occidente abbiamo i monti Altaj ed il sistema montuoso Hangayn-Hentiyn che appartengono al grande spartiacque dell’Asia centrale, ad est la regione dei Grandi Laghi, al centro la zona più fertile solcata da abbondanti fiumi che è il principale centro della cultura mongola.
Le aeree di maggior interesse turistico sono verso il deserto del Gobi, 600 Km a sud della capitale, dove le pianure ondulate di un deserto d’erba disseminato di oasi, conducono alla valle delle aquile, al cimitero dei dinosauri, alle fattorie degli allevatori di cammelli, il tutto in un ambiente ecologico e naturale che preserva una grande varietà animale e vegetale.
Altre aeree di interesse a metà strada fra Dalanzadgad e la capitale è Bayangobi, base per la visita ai monasteri di Ovgont e di Erdenezuu il più antico del paese noto nel XVI secolo e costruito utilizzando materiale edile proveniente dalle rovine della mitica Kara Korum, pure inclusa nelle escursioni.
Anche Ondor Dov si trova a breve distanza dalla capitale, si visitano il Monastero ed il parco naturale di Manzshir.
QUANDO: La stagione adatta alle visite turistiche si restringe praticamente al periodo maggio-settembre e, al di fuori di UlaanBaatar, il pernottamento avviene in iurte o ger che sono le tende tradizionali di questo popolo nomade di allevatori e pastori.
Nell’arco dell’anno, sono ben 260 i giorni limpidi ed assolati mentre le scarse piogge primaverili ed autunnali raramente durano più di due ore.
VISTO: Dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025, 34 Paesi, tra cui l'Italia, sono esentati dalla richiesta di Visto per viaggi turistici di durata inferiore a 30 giorni.
ELETTRICITA': La corrente elettrica è a 220 V. Prese di tipo C (2 pin rotondi) di tipo E (2 pin rotondi e un foro per il pin di messa a terra maschio della presa): è necessario portare con sé un adattatore universale.
FUSO: + 7 ore (6 con l'ora legale)
LINGUA:
La lingua ufficiale in Mongolia è il mongolo che si articola in vari dialetti: il più diffuso è il Khalkha che oltre a essere parlato dalla maggior parte della popolazione, è in uso sia in ambito educativo sia tra i media del Paese.
TELEFONIA:
Molti Gestori italiani hanno accordi di “roaming” in Mongolia. E’ possibile comprare schede locali prepagate ricaricabili, in numerosi punti vendita. Molti locali offrono il servizio di connessione wi-fi gratuito
FORMALITÀ VALUTARIE:
La valuta locale è il Tughrik (MNT).
Il dollaro statunitense e l’Euro sono le valute straniere preferite, accettate nella capitale anche per piccole transazioni commerciali.
Le carte di credito – principalmente VISA, MASTERCARD e AMERICAN EXPRESS – sono accettate nelle strutture ricettive (alberghi e ristoranti) e nei negozi di categoria elevata delle aree urbane, ma nei mercati e nelle località remote è necessario avere a disposizione denaro contante.
CLIMA:
Gli inverni - che durano da ottobre a marzo - sono rigidissimi (mediamente –20/25 gradi, con punte di – 40/45).
Da giugno ad agosto, il clima è più caldo, con temperature che possono raggiungere +35 gradi.
RELIGIONE:
La religione più diffusa è il Buddismo. Sono presenti minoranze cristiane (protestanti e cattoliche) e musulmane. Nella cultura tradizionale permangono alcune pratiche e riti sciamanici.
FESTIVITA':
Gennaio: 01 - Primo dell'anno, 22/24 - Tsagaan Sar (Capodanno Lunare)
Febbraio: 11 - Giorno della fondazione della nazione
Giugno: 01 - Giorno delle madri e dei figli
Luglio: 11/13 - Nadaam
Novembre: 26 - Giorno dell'indipendenza
Ambasciata d'Italia a Ulaanbaatar
ICC Tower Jamiyan Gun's Street 9, 1st Khoroo, Sukhbaatar District, 14mo piano
Ulaanbaatar
Tel: +976 75551723 e +976 75551724
Cellulare di emergenza: +976 94191120
In Italia
Per gli indirizzi e recapiti dell'Ambasciata e dei Consolati Onorari Mongoli in Italia, si può consultare il sito: https://www.esteri.it/it/ministero/rappresentanze-straniere/
Ambasciata di Mongolia a Roma: Via Vincenzo Bellini, 4; Tel. 0039 06 85 40536;
Consolato Onorario di Mongolia a Milano: Via Giovanni Boccaccio, 9; Tel. 0039 02 4801 2556;
Consolato Onorario di Mongolia a Napoli: Via Andrea d'Isernia, n. 63/d - 80122 Napoli; Tel. 0039 08 1497 6401.
CENNI STORICI:
Pur affondando le radici storiche fra le prime forme accertate di vita umana, si deve giungere al IV secolo a.C. per annotare come gli Hsiung-Nu, da noi più semplicemente chiamati Unni, abbiano creato un grande impero tribale presto entrato in conflitto e distrutto dai vicini cinesi.
Bisogna quindi attendere l'inizio del XIII secolo perché Gengis Khan, unificate le tribù stanziate nella regione, scagliasse in ogni direzione la maggiore potenza bellica della storia: all'ecpoca della sua morte nel 1227, l'impero mongolo si estendeva dall'Oceano Pacifico al Mar Nero e dalla Siberia al Tibet.
Dopo la morte di Gengis, l'impero si divise tra i figli: Kublai in Cina iniziò la dinastia Yuan, Batu nella Russia meridionale fondò il Canato dell'orda d'oro, mentre il Canato di Jagatai e di Hulagu erano rispettivamente nel Turkestan ed in Persia.
Tramontata la gloria e la conquista, la Mongolia vive nell'ombra dell'impero cinese guadagnando l'indipendenza nel '24; si creando quindi stretti rapporti commerciali ed ideologici con l'ex Unione Sovietica grazie anche ai consistenti aiuti economici ricevuti sotto forma di capitali da destinare allo sviluppo.
Dal 1948 la Mongolia ha un'economia pianificata organizzata sul modello sovietico che tende ad equilibrare il settore agricolo con quello industriale e minerario, le prime caute aperture verso il resto del mondo sono appena iniziate.
Ulan Bator
A Ulan Bator vive circa la metà degli abitanti del Paese.
La capitale della Mongolia è una città molto particolare, ricca di contrasti, dove moderni grattacieli si alternano alle yurte, le tradizionali abitazioni mobili della popolazione nomade.
Il cuore di Ulan Bator è Piazza Gengis Khan, dove sorge la grande statua dell’eroe della rivoluzione mongola Damdinii SNella piazza principale si trova anche il Museo Nazionale della Mongolia, che offre una straordinaria collezione di manufatti storici come costumi tradizionali, armi e strumenti musicali.
A pochi km di distanza è possibile visitare il bellissimo Palazzo d’Inverno di Bogd Khan che fu residenza dell’ultimo imperatore mongolo, oggi convertito in museo.
Tra le diverse sale dell’edificio ce n’è una dedicata interamente ad animali imbalsamati, che furono parte dello zoo personale del sovrano.
All’interno del complesso del palazzo si trova anche la cappella di Bogd Khan, dove sono conservate antichissime collezioni di testi sacri buddisti.
L’edificio più importante per la spiritualità della città è invece il Monastero di Gandan, che ospita oggi una comunità di circa 600 monaci buddisti tibetani. Al suo interno sono presenti diversi templi, la statua dorata di Migjid Janraisig (il Buddha della Misericordia) e un’importante collezione di ritratti buddisti (thangka).
Parco Nazionale di Gorkhi-Terelj
A circa 70 km dalla capitale si trova il Parco Nazionale di Gorkhi-Terelj, che si estende su una superficie di 2900 km².
Il parco è rinomato per la bellezza dei suoi paesaggi con verdi vallate, colline rocciose, corsi d’acqua limpidissimi e foreste. Qui vivono numerose specie selvatiche come lupi, cervi, volpi e camosci.
Le attrazioni più visitate sono la grande roccia a forma di tartaruga e l’enorme statua di Gengis Khan a cavallo, la scultura equestre più grande del mondo.
Nel parco di Gorkhi-Terelj, oltre a rilassarti nella natura, potrai svolgere diverse attività come trekking, arrampicata su roccia, escursioni a cavallo, rafting e kayaking sul fiume Tuul. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.
L’esperienza più interessante, però, è forse quella di entrare in contatto con le diverse famiglie nomadi che abitano il parco: una grande opportunità per conoscere la cultura e lo stile di vita di questa popolazione.
Lago di Khövsgöl
Il lago di Khövsgöl si trova nell’omonima provincia della Mongolia settentrionale, all’interno del Parco Nazionale di Khövsgöl, ed è uno dei laghi più grandi e profondi dell’Asia.
Considerato il “mare della Mongolia” per la sua estensione e per le sue acque limpidissime, è circondato da montagne ricoperte di foreste di larici e betulle. La sensazione è quella di trovarsi all’interno di un vero e proprio paradiso naturale.
Il lago offre ai visitatori la possibilità di praticare attività come la pesca, il kayaking, il rafting e le gite in barca. Ciò è possibile soltanto nei mesi estivi, a partire da giugno: durante il resto dell’anno il lago è completamente ghiacciato.
Si può inoltre campeggiare lungo le rive, o chiedere ospitalità ad una famiglia nomade all’interno della gert o yurt, la tradizionale tenda costituita da un telaio in legno e ricoperta di pelli e teli impermeabili.
Parco Nazionale di Hustai
Il Parco Nazionale di Hustai, situato a 100 km a ovest della capitale, è famoso per i cavalli selvaggi che lo abitano, detti anche cavalli przewalski o takhi.
Il parco è stato fondato nel 1993 proprio per tutelare questi animali, che erano quasi estinti. Qui avrai l’occasione unica di vederli pascolare in libertà.
Il cavallo ha da sempre un ruolo speciale nella cultura e nella storia mongola: basti pensare al leggendario Gengis Khan e al suo esercito di cavalleria, grazie a cui l’impero mongolo è diventato uno dei più grandi della storia, e all’importanza che ha il cavallo per gli spostamenti e il commercio nelle popolazioni nomadi.
Il parco di Hustai ospita anche altre specie animali, tra cui una grande varietà di uccelli, e un museo ricreativo che offre una panoramica storica e culturale sulla Mongolia.
Il luogo è ideale per escursioni a piedi o in bicicletta, per il trekking in montagna, e per imparare di più sulle tradizioni mongole, contribuendo a mantenere viva questa cultura millenaria.
Deserto del Gobi
Tra i luoghi imperdibili della Mongolia c’è sicuramente Il Deserto del Gobi, che si estende per un terzo della superficie del Paese e raggiunge la Cina del Nord.
Il Gobi non è il classico deserto di sabbia, poiché è costituito principalmente da terreni aridi e rocciosi, mentre le dune sabbiose rappresentano solo il 3% del territorio.
Il clima è molto secco e oscilla dai 40° in estate ai -40° in inverno. Nonostante le difficili condizioni ambientali, il Deserto del Gobi ospita una grande varietà di flora e fauna, tra cui specie rare come il gatto delle nevi e l’argali, una particolare pecora di montagna.
Quest’area è stata popolata per millenni dai nomadi, che utilizzavano il percorso della Via della Seta per commerciare con l’Oriente, e rappresenta oggi una delle più importanti mete turistiche della Mongolia.
Tra i punti di maggior interesse ci sono le dune di Khongor, alte dune di sabbia che è possibile scalare per godere della vista spettacolare della valle sottostante, e il Tempio di Khamariin Khiid, monastero buddista risalente al XIX secolo.
Un paesaggio del tutto differente, che stupisce incontrare all’interno di un luogo desertico, è quello costituito dal Canyon di Yolyn Am, una stretta gola tra le montagne dove è possibile vedere lastre di ghiaccio anche in estate e specie rare di fauna locale come l’argali e l’antilope tibetana.
Il luogo più affascinante del Deserto del Gobi, per chi conosce la sua storia, è quello in cui si trovano le Flaming Cliffs, ossia le vette infuocate, così chiamate per il colore rosso che queste rocce assumono al tramoto. L’area è stata infatti luogo di importantissimi ritrovamenti archeologici come ossa e scheletri di dinosauri.
Valle dell’Orkhon
La Valle dell’Orkhon rappresenta uno dei paesaggi naturali più belli della Mongolia. Si trova nella parte centrale del Paese, circondata dalle montagne Khangai, ed è attraversata dall’omonimo fiume Orkhon.
Qui potrai passeggiare a piedi o a cavallo tra le grandi distese verdi delle praterie ed osservare i pastori nomadi che si spostano con i loro animali. Potrai anche interagire con i locali e imparare a costruire una yurta, la tradizionale abitazione mongola, o partecipare alla raccolta di latte e formaggi.
Uno dei punti più suggestivi della valle è quello delle gole di Orkhan, dove si trovano cascate alte 20 metri.
Oltre alle bellezze naturali, questo luogo è ricco di monumenti storici come il Tempio di Tuvkhun, le rovine dell’antica città di Khar Balgas, il Monastero di Erdene Zuu e il monumento di Bilge Khan, statua in pietra risalente al VII secolo che raffigura il capo degli Unni.
GER O YUR
Uno degli aspetti più suggestivi di un viaggio in Mongolia è senza dubbio l’incontro con la cultura degli allevatori nomadi. Quando lo sguardo si perde nella vastità del paesaggio mongolo, può capitare di vedere uno dei segni più tipici della presenza nomade, vale a dire la ger ossia la tipica abitazione mobile dalla forma inconfondibile. La ger è profondamente associata alla cultura nomade della Mongolia, onnipresente nei quadri, nei film ambientati nella steppa mongola o anche nella letteratura. Nomadi mongoli e ger sono inseparabili, capire meglio di cosa si tratti significa entrare in contatto con un mondo davvero unico.
Le dure condizioni climatiche della Mongolia e la necessità di spostarsi degli allevatori nomadi, hanno reso da molti secoli la ger una presenza constante nelle steppe mongole. Si tratta di una struttura circolare in legno tenuta insieme da corde ricavate dalla criniera di cavallo da cui partono dei pali, sempre in legno, che convergono alla sommità dove si trova anche un’apertura. L’intera struttura è ricoperta da diversi strati di feltro, così da poter proteggere gli abitanti dai rigori dell’inverno mongolo. Non ci sono finestre ma solo una porta, generalmente rivolta verso sud in modo da ricevere più luce. La ger è facile da montare e smontare.
L’origine della ger, di cui parla anche Erodoto, si perde nella notte dei tempi ma che è certo è che questa tipologia di tenda, anche se chiamarla tenda è riduttivo, è diffuso in tutta l’Asia Centrale dove è conosciuta come yurta. Ger e yurta non sono tuttavia la stessa cosa, primo perché ger è una parola mongola che significa casa, secondo per la forma della cupola meno appuntita nella ger rispetto alla yurta. Questa forma più tondeggiante permette sia di resistere meglio ai venti che di riscaldare maggiormente l’ambiente d’inverno e di arieggiarlo d’estate, inoltre la yurta potrebbe non avere i due pali centrali presenti nella ger.
La ger è profondamente connessa alla cultura sciamanica ed al tengrismo, il culto del cielo dei nomadi mongoli. Rappresenta un microcosmo dell’universo, con i citati pali centrali a fare da asse del mondo che uniscono la terra con il cielo, mentre il fuoco alla sua base rappresenta i cinque elementi. Pali e porta sono colorati in arancione e blu, ossia il colore del sole e del cielo. Anche il numero dei pali è simbolico, sebbene richiami il più recente buddhismo: sono infatti solitamente ottantuno, nove volte nove numero sacro nella cultura buddhista, quelle più grandi possono arrivare ad avere 108 pali, altro numero sacro nel buddhismo.
Oggi nelle ger si possono trovare moderni elettrodomestici alimentati da pannelli solari, che vengono caricati su camion quando è l’ora di spostarsi. Lo spazio interno della ger è tradizionalmente ben organizzato, il lato nord è quello più sacro dove stanno gli altari ed è riservato agli ospiti più onorati. Il lato destro della tenda è quello degli uomini e dove vengono appoggiate le selle, mentre a sinistra dell’entrata c’è lo spazio della cucina ed è l’area dove si trovano le donne. Come visto, lo spazio tra i pali centrali è considerato sacro dai nomai mongoli, quindi bisogna evitare di attraversarlo passando in mezzo ai pali.
Continuando a parlare di etichetta, dentro la ger bisogna muoversi in senso orario ed evitare sia di stare in piedi una volta entrati che di appoggiarsi alle pareti. La cultura nomade è ricca di credenze che condizionano anche il comportamento, ad esempio non bisogna fermarsi sulla soglia, calpestarla o parlare attraverso di essa, porta sfortuna. Bisogna evitare poi atteggiamenti che potrebbero ricordare l’ostilità come indicare qualcosa o qualcuno oppure tenere le maniche arrotolate. I piedi sono considerati impuri quindi non vanno allungati verso il fuoco o altre persone, offensivo è anche rifiutare ciò che viene offerto.
La vita dei nomadi mongoli oggi sta cambiando molto, i cambiamenti climatici spingono gli allevatori delle steppe a vendere i loro animali e cercare fortuna in città, il che significa nella capitale del paese. Migrando ad Ulaanbaatar i nomadi portano con sé la propria casa, tanto che oggi interi quartieri della città sono costituiti da ger, con tutti problemi che ne conseguono a partire dal mancato allacciamento ai servizi pubblici. In una Mongolia che si trova a dover affrontare nuove sfide, sia economiche che ambientali, le ger continuano a rappresentare un elemento fondamentale nella cultura del paese, un universo da scoprire.