ESERCITO DI TERRACOTTA, QUARTIERE MUSULMANO, PAGODA DELLA GRANDE OCA, MURA CITTADINE
Giornaliero su base privata con guida in italiano
I GUERRIERI DI TERRACOTTA
Il sepolcro di Qin Shi Huangdi, riconosciuto come il più grande imperatore della Cina, allestito per sua volontà mentre era ancora in vita, fra 247 e il 211 a.C., ha rappresentato per gli studiosi cinesi la scoperta archeologica più importante degli ultimi 20 anni. 6.000 statue in terracotta di guerrieri e di cavalli attaccati a dei carri, tutti a grandezza naturale e disposti in ordine di marcia, dentro una fossa lunga 210 metri e larga 60. Impressionante è il realismo e la diversità dei tratti del viso, la cura nel riprodurre vestiti, paramenti ed armature.
Nel 1974, mentre dei contadini stavano scavando un pozzo, videro affiorare delle teste. I successivi scavi definirono lo spazio in cui è collocato l'esercito in terracotta dell'imperatore Qin Shihuangdi: più di 8000 tra guerrieri e cavalli che costituivano il suo corpo di guardia. Solamente una parte di questa "ottava meraviglia del mondo" è stata portata alla luce e definitivamente restaurata e si può così ammirare la molteplicità delle espressioni visive, il realismo, la cura posta nel riprodurre gli indumenti dei singoli soldati. Nell'organizzazione militare quest'armata di terracotta corrisponde a quella dell'esercito dell'epoca dei Qin e degli Han: davanti la fanteria con qualche carro da guerra, seguita dalla cavalleria, a cui spettavano le operazioni d'attacco a sorpresa, d'attacco laterale e d'accerchiamento. Reperti di valore eccezionale tra quelli fino ad oggi rinvenuti relativi al periodo Han, questi cavalli e guerrieri rappresentano iI più valido apporto allo studio di questa cultura. Essi forniscono elementi sulla formazione di un'armata schierata, le divise militari e le bardature dei cavalli.
QUARTIERE ISLAMICO
Nel quartiere di Xi'an vive da tempo la comunità Hui, che professa la religione musulmana. La zona possiede molti vicoletti tra i quali perdersi, tutti pieni di vita. Vi si possono infatti incontrare sale da tè, macellerie, forni, negozi che vendono qualsiasi genere alimentare e mercatini.
In questo quartiere si trova la grande moschea e la famosa Torre della Campana
LA PAGODA DELLA GRANDE OCA
La Dayanta (Pagoda della Grande Oca Selvatica), e il Daci'en (Tempio della Grande Benevolenza). Il tempio fu costruito nel 647 dall'imperatore Taizong in onore della madre, la pagoda nel 652 (durante il regno di Yonghui, dinastia Tang) su richiesta del monaco Xuan Zang, per conservare i libri sacri del buddhismo portati dall'India dopo un viaggio durato 17 anni; qui il monaco soggiornò dedicandosi alla traduzione dei sutra dal sanscrito in cinese. La pagoda originalmente aveva 5 piani, che salirono a 10 tra il 701 e il 704. Ripetuti lavori eseguiti in seguito hanno portato all'attuale pagoda di 7 piani. Alta 64 m, ha una porta ad arco su ognuno dei quattro lati di ogni piano. Nell'interno vi è una lunga scala (245 scalini) in legno che porta ai diversi piani.
LE ANTICHE MURA DI CINTA DELLA CITTÀ DI XI’AN
Le antiche mura di cinta della città di Xi’an sono uno dei pochissimi esempi di antiche mura difensive complete esistenti in Cina, nonché una fra le più antiche fortificazioni militari al mondo. Le mura che possiamo ammirare oggi furono edificate in epoca Ming, presso quella che era stata la sede della Città imperiale di Chang’an della dinastia Tang. Le mura, disposte a forma rettangolare per un perimetro di 13,93 chilometri, sono alte 12 metri e hanno uno spessore nella parte superiore che varia fra i 12 e i 14 metri, e la parte inferiore dai 16 ai 18 metri. Ai quattro angoli delle mura sono presenti delle torri e a protezione del perimetro vi è un fossato in cui ancora oggi, come in passato, scorre un corso d’acqua. Lungo la sua lunghezza, in corrispondenza dei quattro punti cardinali sono disposti quattro portali (termine che in cinese si chiama “men” per cui ricorre alla fine di ogni nome di esse); a est è presente la Changiemen, a ovest l’Andingmen, a sud la Yongningmen e a nord l’Anyuanmen. Ogni porta è composta da quattro parti: la torre di cateratta, la torre delle frecce, la torre principale al centro e la wengcheng (le mura di cinta di ogni portale della città). Oltre alle quattro porte principali vi sono le altre seguenti porte: la Zhuquemen, la Hanguangmen, la Yuxiangmen, la Zhongshanmen, la Hepingmen, la Wenchangmen, la Shangdemen e la Jianguomen di cui le ultime sei sono state riaperte di recente. Vi si trovano inoltre 98 torri di vedetta lunghe il metri dove il muro si marca a forma convessa impiegate per controllare l’arrivo di nemici e da cui in caso di attacco, si lanciavano frecce e palle di cannone. Stessa funzione difensiva che avevano i 5.984 merli che ancora oggi delineano il profilo delle mura. Durante le dinastie Ming e Qing le mura di cinta furono restaurate numerose volte e furono rafforzate nella parte esterna con uno strato di mattoni verdi a ricoprire le parti originarie in fango pressato. Si può salire in cima alle mura di cinta attraverso le porte Occidentale, Meridionale, Settentrionale, la porta Heping e la porta Wenchang. Attualmente le porte Occidentale e Meridionale sono aperte al pubblico