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MINI GIAVA DA YOGYAKARTA A SURABAYA VIA MONTE BROMO 2020/21

TOUR PRIVATO
( viene effettuato dal 01-10-2019 fino al 31-03-2021 )
 

Yogyakarta

5 Giorni / 4 Notti - Partenze: giornaliero su base individuale in italiano (se disponibile) o inglese (LOT)

Itinerario: Yogyakarta, Jombang, Monte Bromo, Surabaya

a partire da: € 1056.00

MINI GIAVA DA YOGYAKARTA A SURABAYA VIA MONTE BROMO 2020/21

Durata 5 giorni / 4 notti
Itinerario: Yogyakarta, Jombang, Monte Bromo, Surabaya

Partenze: giornaliero su base individuale in italiano (se disponibile) o inglese

NOTE: Il Tour è soggetto a riconferma e supplementi durante il periodo del Lebaran (prima e dopo il termine del Ramadan) dal 15 al 28/05/2020

Da / A Yogyakarta / Surabaya
Assistenza Guida locale parlante italiano (soggetto a riconferma alla prenotazione) o inglese
Pasti 4 colazioni (B), 3 pranzi (L)

Hotel:
Yogyakarta – Melia Purosani o Royal Ambarukmo
Bromo – Bromo Cottages o similare
Surabaya – Santika Gubeng, Crown Prince o similare

La quota comprende:
Hotel con prima colazione
Pasti come da programma
Trasferimenti ed escursioni come da programma
Guida parlante italiano o inglese
Biglietti ferroviari in classe executive da Yogyakarta a Jombang

La quota non comprende:
Pasti e bevande non incluse nel programma
Mance ad autisti e guide ed extra personali
Tutto quanto non espressamente menzionato alla voce “la quota comprende”


1° Giorno - Yogyakarta

Arrivo all’aeroporto di Yogyakarta, incontro con la guida e trasferimento alla volta del complesso di templi del Prambanam. I tempietti disposti attorno ad un gruppo centrale di otto templi maggiori, dominati a loro volta da quelli di Shiva, costituiscono solo una parte delle innumerevoli costruzioni edificate un tempo nella zona e che purtroppo ora rimangono visibili come una serie di pietre squadrate ammassate una sull'altra. Se si interpreta il complesso di Borobudur come un testo della dottrina buddista, nel tempio di Shiva, con le sue gallerie di rilievi rappresentati le storie del Ramayana, si riconosce un testo dell'induismo.
Trasferimento e sistemazione in hotel, a pochi passi dalla Malioboro Road con possibilità di shopping serale.

Ulteriori informazioni sul Prambanan Copyright © 1997 Nuova Era
Non molto lontano da Borobudur si trovano i templi della piana di Prambanan, 17 km a est di Yogyakarta. Vennero costruiti sotto il regno di Mataram, quello che mise fine alla dinastia Sailendra e che si estese fino a Bali, Lombok, Sulawesi e Borneo meridionale. Se Borobudur non esistesse, sarebbe Prambanan la grande attrazione architettonica dell'Indonesia. Un taxi da Yogyakarta a Prambanan costa pochi dollari, oppure ci sono bus e minibus in continuazione che passano per tutte le strade principali di "Yogya". Chi non teme il traffico, trarrà vantaggio dal visitare la piana in bicicletta, perchè i sette templi principali sono dislocati qualche chilometro l'uno dall'altro. Chi prende l'autobus, verrà assaltato alla stazione da tassisti e motociclisti che si offrono per l'intera giornata, a prezzi che vanno dai cinque ai venti dollari. Tre templi, dedicati rispettivamente a Brahma, Vishnu e Shiva troneggiano nel mezzo della corte quadrata. Il terzo è quello più spettacolare. E` considerato il massimo monumento induista dell'Indonesia. Costruito intorno all'anno 900, la sua pianta ricorda Borobudur, non fosse altro perchè anche in questo caso l'obiettivo degli architetti era di rappresentare il mitico Monte Meru. Al primo dei sei livelli i bassorilievi raccontano la storia del Ramayana. Il potere drammatico e metafisico della danza cosmica di Shiva rappresenta forse l'apice dell'arte giavanese del bassorilievo. Ognuna delle quattro scalinate porta a quattro camere, dedicate ad altrettante divinità. La piana è letteralmente disseminata di templi (in origine ce n'erano 232). Tre chilomeri a ovest, verso Yogya, si incontra uno dei più interessanti, il Candi Sari, costruito nell'825, e poco a nord di questo il Candi Kalasan, datato al 778, ovvero uno dei primissimi dell'intera Giava, e uno dei primi documenti del sincretismo giavanese (vi sono fuse la cosmologia induista e quella buddista). Continuando verso Yogya, dopo altri cinque chilometri, si arriva al bivio per Candi Sambisari, la scoperta più recente della piana (gli scavi archeologici sono ancora in corso). Gran parte di questi "candi" sono mausolei di sovrani, per cui la piana è una specie di "valle dei re" giavanese. I templi vennero abbandonati in concomitanza con l'invasione mussulmana, e vennero severamente danneggiati da un terremoto nel Seicento.

Yogyakarta è considerata l’anima dell’Indonesia e il suo centro culturale ed artistico, Yogyakarta è una città vivace e divertente, un fantastico mix di vita moderna – ingorghi stradali, scooters che fanno lo slalom nel traffico, catene di fast food e ristoranti alla moda – ed espressione di cultura millenaria come la produzione del batik, di antichi rituali e musica tradizionale.
Eppure, ciò che cattura di Yogyakarta è la sua fantastica atmosfera: i suoi abitanti sono gentili, amichevoli e sempre sorridenti; la città accoglie tutti i visitatori, e ci sono tantissime cose da fare.


2° Giorno - Yogyakarta (B, L)

Prima colazione e visita al Palazzo Reale del Sultano (Kraton) - lunedì chiuso -, ad uno dei più rinomati negozi di oggetti in argento e ad una galleria di tipici quadri batik.
Pranzo in ristorante locale e quindi proseguimento per il Tempio del Borobudur riconosciuto in tutto il mondo come monumentale e somma espressione dell'architettura giavanese buddista. Edificato tra il '750 e l'850 in pietra vulcanica utilizzando come base la parte superiore di una collina, arricchito di innumerevoli sculture e pannelli di bassorilievi, può essere interpretato come un immenso mandala o cosmogramma ordinatamente disposto intorno al grande stupa di Buddha; sulla strada del ritorno, tempo permettendo, la visita viene completata con la sosta ai templi di Candhi Mendut e Candhi Pawon.
Pernottamento in albergo e serata libera.

Ulteriori informazioni sul Borobudur Copyright © 1997 Nuova Era:
L'immenso mandala di Borobudur è indubbiamente una delle più impressionanti creazioni della civiltà umana. Questa montagna cosmica, costruita all'inizio del IX secolo, molto prima delle grandi cattedrali europee, ha una base di 122 metri quadrati e un'altezza di 35 metri, contiene 5 chilometri di bassorilievi e 500 statue di Buddha e poggia su un milione e seicentomila blocchi di pietra.
Non esiste monumento al mondo, buddista o altro, che possa fungere da campione di riferimento: con Borobudur nacque un'arte, e una concezione dell'arte, che prima non esisteva. Gli studiosi hanno identificato influenze indiane, persiane, greche e persino babilonesi. A commissionarlo furono i principi della dinastia Sailendra, a concepirlo furono saggi del buddismo tantrico, che guidarono la mano dell'architetto Gunadharma, a progettarlo fu una delle più formidabili equipe di scienziati (ingegneri, astronomi, matematici, fisici) della storia dell'umanità, a costruirlo furono diecimila operai, artigiani, scultori e schiavi nell'arco di quasi cento anni. La posizione geografica non è casuale: nella piana si incontrano due fiumi che ricordano la sacra confluenza del Gange e dello Yumna in India, e sullo sfondo si ergono montagne che ricordano il profilo dell'Himalaya.
Tutto si può dire di Borobudur, ma non che sia spettacolare. Anzi, è quanto di più austero e incomunicativo si possa immaginare. Da lontano sembra una colossale roccia scura. La forma è quella di un gigantesco mandala, che si può apprezzare soltanto dal cielo. Le cattedrali europee vennero costruite per essere ammirate dalla piazza antistante, Borobudur e i templi che lo imitarono vennero costruiti per essere ammirati dalle stelle.
L'intento primario era però quello di rappresentare il sacro Monte Meru dell'India, modello mitologico dell'universo. Libri e libri sono stati scritti sulla simmetria gelida e martellante dell'edificio, che colpisce continuamente il visitatore ipnotizzandolo progressivamente in una trance profonda, in un misto di paura e di ammirazione. L'edificio è composto da 10 terrazze, una per ogni fase del cammino spirituale verso la perfezione, divise in tre livelli, corrispondenti alle tre sfere buddiste: la base rappresenta la vita nelle spirali del desiderio (kamadhatu), le cinque terrazze quadrate rappresentano la progressiva emancipazione dai sensi (rupadhatu), le tre terrazze circolari rappresentano la progressione dell'anima verso il nirvana (arupadhatu). In cima improvvisamente la densità massiccia dei livelli precedenti si distende in spazi aperti, la complessità delle terrazze si evolve con naturalezza in una semplice tranquillità. A differenza delle cattedrali europee, per le quali le guglie, le cupole e i campanili sono fondamentali, la vetta conta pochissimo nell'economia architettonica di Borobudur: esiste uno stupa centrale, ma è poco più che un'inevitabilità geometrica. Il paesaggio delle terrazze è cosparso di nicchie contenenti statue di Buddha. Ogni Buddha è leggermente diverso, ma proietta sempre un'aria di serenità.
Nelle gallerie di ciascuna terrazza si entra a sinistra per porgere tributo agli dei, a destra per i demoni. Le gallerie compongono un labirinto di 5 chilometri. Lungo le loro pareti sono disseminati 8.000 metri quadrati di bassorilievi. E i dettagli infiniti di questi costituiscono una delle maggiori attrazioni. Sono 1500 i pannelli della storia di Buddha, a cui vanno aggiunti 1200 pannelli di puro decor. Nell'insieme essi costituiscono una gigantesca enciclopedia del sapere buddista, in quanto abbracciano non soltanto religione, ma anche storia, arte, filosofia, arti marziali, agricoltura, commercio, danza, persino abbigliamento. Ma anche all'occhio più profano risalta subito la giungla di immagini mitologiche, la folla di divinità che si accalca in questo universo in cui Buddha e Shiva sono la stessa divinità.
Salendo le scalinate di Borobudur il pellegrino prova due sensazioni parallele, quella di attraversare la storia dell'umanità e quella di attraversare la propria esistenza individuale. Il rigore logico con cui l'edificio lo accoglie rende l'esperienza più che mistica, quasi scientifica. I simboli che lo aggrediscono a ogni angolo hanno la forza dell'infinito, i numeri che vi legge non sono numeri aritmetici, ma numeri di una scienza che deve ancora essere inventata: la scienza dell'anima.
Notizie Storiche
Fu singolare la sorte di Borobudur. Costruito per glorificare la potenza di Sailendra, venne ultimato pochi anni prima che la dinastia venisse disciolta da principi induisti. Nei secoli successivi una serie di cataclismi naturali, fra cui eruzioni vulcaniche, sommerse la montagna cosmica di detriti. Soltanto nel 1814 un colonnello britannico inciampò casualmente nelle rovine, e soltanto nel 1855 l'immensa costruzione venne riportata alla luce. Secoli di leggende si rivelarono vere: "la città delle mille statue" (com'era nota agli antichi) era davvero esistita, e tornò a proiettare il suo minaccioso ed enigmatico mandala verso gli astri.


3° Giorno - Yogyakarta - Jombang - Monte Bromo (B, L)

Prima colazione e trasferimento alla stazione per la partenza con treno Sancaka alla volta di Jombang (biglietti in classe Executive e guida al seguito).
Giunti a destinazione, proseguimento alla volta del Monte Bromo con pranzo in ristorante locale durante il tragitto.
Si arriva nel pomeriggio alle pendici del Monte Bromo ed esattamente al villaggio di Tosari con sistemazione in hotel. Segnaliamo che le sistemazioni di questa zona sono molto semplici.


4° Giorno - Monte Bromo - Surabaya (B, L)

Sveglia nel pieno della notte per l'indimenticabile escursione al Monte Bromo. A bordo di Jeep (senza aria condizionata) e senza dimenticare un giubbotto (le temperature fino al sorgere del sole possono essere piuttosto basse), si raggiunge la località di Pananjakan: si sale a piedi al punto panoramico dove si attende il sorgere del sole. Lo spettacolo di colori che offre il paesaggio circostante in continuo cambiamento con il sorgere del sole e' indimenticabile: il nero della cenere proveniente dal vulcano ancora attivo, l'azzurro del cielo mescolato al rosso, al viola ed al rosa del sole che si nasconde dietro le nuvole, il bianco della nebbia notturna che lascia ora spazio alle distese verdi degli alberi ed al marrone del Monte Bromo e della catena montuosa che circonda tutta l'area, il grigio del "mare di sabbia" che si confonde con il tempio da poco passato ed ora chiaramente visibile.
Si rientra alla jeep e si prosegue attraversando il “mare di sabbia” fino a giungere ai piedi del vulcano. Si sale a cavallo e si prosegue a piedi sulla lunga e ripida scalinata che porta al cratere Tengger. Per la salita al cratere, si consiglia una mascherina o un fazzoletto per coprire bocca e naso. Arrivati alla sommità della scalinata, un altro panorama mozzafiato si apre davanti ai vostri occhi.
Rientro in hotel per la prima colazione, tempo per un po’ di riposo e per una doccia prima della nuova partenza alla volta di Surabaya. Il pranzo è previsto in ristorante locale durante il trasferimento.
Arrivo e sistemazione in hotel.

Nota Bene (Monte Bromo):
Il Vulcano del Monte Bromo è da considerarsi tra i vulcani ancora attivi sull'isola di Giava; segnaliamo che possono verificarsi situazioni in cui le visite alle aree circostanti (la caldera, il deserto di sabbia ed il tempio indù) vengono limitate o cancellate per motivi di sicurezza, che ovviamente rimane la prerogativa principale nostra e del nostro corrispondente. Le eventuali variazioni di programma vengono decise e comunicate dalla guida. L’accesso al monte Pananjakan, da dove è sempre possibile ammirare lo spettacolare sorgere del sole, è abitualmente garantito.


5° Giorno - Surabaya (B)

Prima colazione e trasferimento in aeroporto per il volo per la destinazione successiva.