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GIAVA OVERLAND DELUXE (DA SURABAYA A YOGYAKARTA) - Da EUR 1.477,00 a persona in doppia (Min. 2)

 

Surabaya

7 Giorni / 6 Notti - Partenza giornaliera con guida parl. italiano (LOT)

Itinerario: Surabaya, Malang, Monte Bromo, Solo, Yogyakarta

GIAVA OVERLAND DELUXE (DA SURABAYA A YOGYAKARTA)

7 Giorni / 6 Notti - Partenza giornaliera con guida parl. italiano
Itinerario: Surabaya, Malang, Monte Bromo, Solo, Yogyakarta

Partenze: Giornaliere
Durata 6 giorni / 5 notti
Da / A Surabaya / Yogyakarta
Assistenza Guida locale
Lingua inglese o italiano (soggetta a riconferma alla prenotazione)
Pasti 6 colazioni (B), 5 pranzi (L), 5 cene (D)

Hotel:
Surabaya: Majapahit Surabaya Plaza (camer garden terrace)
Malang: Tugu Malang (camera superior deluxe)
Solo: Lorin Solo (camera deluxe)
Yogyakarta: Hyatt Regency (camera Garden View)


Le quote includono:
- Sistemazione negli hotel indicati o similari
- Trattamento di pensione completa dalla cena del 1° giorno al pranzo del 6° giorno
- Trasferimenti e visite come da programma
- Ingressi ai siti d’interesse indicati in programma
- Guida parlante italiano (soggetta a disponibilità) o inglese

Le quote non includono:
- Mance, spese di carattere persona ed extra in genere
- Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “Le quote includono”


1° Giorno - Surabaya (B)

Arrivo all’aeroporto di Surabaya, incontro con la guida e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.


2° Giorno - Surabaya – Malang (B, L, D)

Prima colazione in hotel e partenza per Malang, con soste durante il tragitto per la visita al tempio Singolari e ad alcuni mercati locali. Pranzo in ristorante locale. All’arrivo a Malang, sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.


3° Giorno - Malang - Monte Bromo – Solo (B, L, D)

Sveglia nel pieno della notte (verso la 1.30) per l’indimenticabile escursione al Monte Bromo. A bordo di jeepney, e senza dimenticare un giubbotto, si raggiunge Pananjakan per ammirare l’alba.
Lo spettacolo di colori che offre il paesaggio circostante in continuo cambiamento con il sorgere del sole e’ indimenticabile: il nero della cenere proveniente dal vulcano ancora attivo, l’azzurro del cielo mescolato al rosso, al viola ed al rosa del sole che si nasconde dietro le nuvole, il bianco della nebbia notturna che lascia ora spazio alle distese verdi degli alberi ed al marrone del monte Bromo e della catena montuosa che circonda tutta l’area. Si prosegue quindi in jeep attraverso il “mare di sabbia” fino ai piedi del vulcano. Salita a cavallo fino all’inizio della lunga scalinata che conduce in cima al cratere Tengger (si consiglia di portare una mascherina o un fazzoletto per coprire naso e bocca dai vapori sulfurei che a volte si innalzano dal cratere). Colazione al sacco. Ancora una volta, si gode di un magnifico panorama dalla cima del vulcano, quindi discesa e rientro a Malang per una doccia e un breve relax prima della partenza per Solo. Pranzo in ristorante locale e all’arrivo nel tardo pomeriggio, sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

Nota Bene (Monte Bromo):
Il vulcano del Monte Bromo è da considerarsi tra i vulcani ancora attivi sull’isola di Giava; segnaliamo che possono verificarsi situazioni in cui le visite alle aree circostanti (la caldera e il deserto di sabbia) vengono limitate o cancellate per motivi di sicurezza, che ovviamente rimane la prerogativa principale nostra e del nostro corrispondente. Le eventuali variazioni di programma vengono decise e comunicate dalla guida. L’accesso al monte Pananjakan, da dove è sempre possibile ammirare lo spettacolare sorgere del sole, è abitualmente garantito.


4° Giorno - Solo – Cetoh – Sukuh – Yogyakarta (B, L, D)

Prima colazione e visita della città di Solo con il palazzo di Mangkunegaran o il palazzo Susujunan, il mercato delle pulci di Triwindhu e un mercato locale. Pranzo in ristorante locale e visita ai templi di Cetoh e Sukuh, situati sulle pendici del monte Lawu e circondati da uno splendido panorama. Trasferimento a Yogyakarta. Cena e pernottamento in hotel.


5° Giorno - Yogyakarta – Borobudur – Yogyakarta (B, L, D)

Prima colazione in hotel e mattina dedicata alla visita della città di Yogyakarta. Il Palazzo del Sultano, il “Castello d’acqua”, il mercato degli uccelli, un laboratorio per la produzione di Batik e una fabbrica per la produzione e lavorazione di oggetti in argento a Kotagede. Pranzo in ristorante locale e trasferimento al tempio di Borobudur: riconosciuto in tutto il mondo come monumentale e somma espressione dell’architettura giavanese buddista, edificato tra il ‘750 e l’850 in pietra vulcanica utilizzando come base la parte superiore di una collina, arricchito di innumerevoli sculture e pannelli di bassorilievi, può essere interpretato come un immenso mandala o cosmogramma ordinatamente disposto intorno al grande stupa di Buddha.

Ulteriori informazioni sul Borobudur Copyright © 1997 Nuova Era:L’immenso mandala di Borobudur è indubbiamente una delle più impressionanti creazioni della civiltà umana. Questa montagna cosmica, costruita all’inizio del nono secolo, molto prima delle grandi cattedrali europee, ha una base di 122 metri quadrati e un’altezza di 35 metri, contiene 5 chilometri di bassorilievi e 500 statue di Buddha, ed poggia su un milione e seicentomila blocchi di pietra. Non esiste monumento al mondo, buddista o altro, che possa fungere da campione di riferimento: con Borobudur nacque un’arte, e una concezione dell’arte, che prima non esisteva. Gli studiosi hanno identificato influenze indiane, persiane, greche e persino babilonesi. A commissionarlo furono i principi della dinastia Sailendra, a concepirlo furono saggi del buddismo tantrico, che guidarono la mano dell’architetto Gunadharma, a progettarlo fu una delle più formidabili equipe di scienziati (ingegneri, astronomi, matematici, fisici) della storia dell’umanità, a costruirlo furono diecimila operai, artigiani, scultori e schiavi nell’arco di quasi cento anni. La posizione geografica non è casuale: nella piana si incontrano due fiumi che ricordano la sacra confluenza del Gange e dello Yumna in India, e sullo sfondo si ergono montagne che ricordano il profilo dell’Himalaya. Tutto si può dire di Borobudur, ma non che sia spettacolare. Anzi, è quanto di più austero e n comunicativo si possa immaginare. Da lontano sembra una colossale roccia scura. La forma è quella di un gigantesco mandala, che si può apprezzare soltanto dal cielo. Le cattedrali europee vennero costruite per essere ammirate dalla piazza antistante, Borobudur e i templi che lo imitarono vennero costruiti per essere ammirati dalle stelle. L’intento primario era però quello di rappresentare il sacro Monte Meru dell’India, modello mitologico dell’universo. Libri e libri sono stati scritti sulla simmetria gelida e martellante dell’edificio, che colpisce continuamente il visitatore ipnotizzandolo progressivamente in una trance profonda, in un misto di paura e di ammirazione. L’edificio è composto da 10 terrazze, una per ogni fase del cammino spirituale verso la perfezione, divise in tre livelli, corrispondenti alle tre sfere buddiste: la base rappresenta la vita nelle spirali del desiderio (kamadhatu), le cinque terrazze quadrate rappresentano la progressiva emancipazione dai sensi (rupadhatu), le tre terrazze circolari rappresentano la progressione dell’anima verso il nirvana (arupadhatu). In cima improvvisamente la densità massiccia dei livelli precedenti si distende in spazi aperti, la complessità delle terrazze si evolve con naturalezza in una semplice tranquillità. A differenza delle cattedrali europee, per le quali le guglie, le cupole e i campanili sono fondamentali, la vetta conta pochissimo nell’economia architettonica di Borobudur: esiste una stupa centrale, ma è poco più che un’inevitabilità geometrica. Il paesaggio delle terrazze è cosparso di nicchie contenenti statue di Buddha. Ogni Buddha è leggermente diverso, ma proietta sempre un’aria di serenità. Nelle gallerie di ciascuna terrazza si entra a sinistra per porgere tributo agli dei, a destra per i demoni. Le gallerie compongono un labirinto di 5 chilometri. Lungo le loro pareti sono disseminati 8.000 metri quadrati di bassorilievi. E i dettagli infiniti di questi costituiscono una delle maggiori attrazioni. Sono 1500 i pannelli della storia di Buddha, a cui vanno aggiunti 1200 pannelli di puro decor. Nell’insieme essi costituiscono una gigantesca enciclopedia del sapere buddista, in quanto abbracciano non soltanto religione, ma anche storia, arte, filosofia, arti marziali, agricoltura, commercio, danza, persino abbigliamento. Ma anche all’occhio più profano risalta subito la giungla di immagini mitologiche, la folla di divinità che si accalca in questo universo in cui Buddha e Shiva sono la stessa divinità. Salendo le scalinate di Borobudur il pellegrino prova due sensazioni parallele, quella di attraversare la storia dell’umanità e quella di attraversare la propria esistenza individuale. Il rigore logico con cui l’edificio lo accoglie rende l’esperienza più che mistica, quasi scientifica. I simboli che lo aggrediscono ad ogni angolo hanno la forza dell’infinito, i numeri che vi legge non sono numeri aritmetici, ma numeri di una scienza che deve ancora essere inventata: la scienza dell’anima. Notizie Storiche Fu singolare la sorte di Borobudur. Costruito per glorificare la potenza di Sailendra, venne ultimato pochi anni prima che la dinastia venisse disciolta da principi induisti. Nei secoli successivi una serie di cataclismi naturali, fra cui eruzioni vulcaniche, sommerse la montagna cosmica di detriti. Soltanto nel 1814 un colonnello britannico inciampò casualmente nelle rovine, e soltanto nel 1855 l’immensa costruzione venne riportata alla luce. Secoli di leggende si rivelarono vere: “la città delle mille statue” (com’era nota agli antichi) era davvero esistita, e tornò a proiettare il suo minaccioso ed enigmatico mandala verso gli astri.

Sosta per la visita di alcuni templi minori nelle vicinanze: i templi Pawon e Mendut. Rientro a Yogyakarta e cena con spettacolo di danze giavanesi al Purawisata. Pernottamento in hotel.


6° Giorno - Yogyakarta – Prambanan – Yogyakarta (B, L)

Prima colazione in hotel e visita al complesso di templi del Prambanan. I tempietti disposti attorno ad un gruppo centrale di otto templi maggiori, dominati a loro volta da quelli di Shiva, costituiscono solo una parte delle innumerevoli costruzioni edificate un tempo nella zona e che purtroppo ora rimangono visibili come una serie di pietre squadrate ammassate una sull'altra. Nel tempio di Shiva, con le sue gallerie di rilievi rappresentati le storie del Ramayana, si riconosce un testo dell'induismo.

Ulteriori informazioni sul Prambanan Copyright © 1997 Nuova EraNon molto lontano da Borobudur si trovano i templi della piana di Prambanan, 17 km a est di Yogyakarta. Vennero costruiti sotto il regno di Mataram, quello che mise fine alla dinastia Sailendra e che si estese fino a Bali, Lombok, Sulawesi e Borneo meridionale. Se Borobudur non esistesse, sarebbe Prambanan la grande attrazione architettonica dell'Indonesia. Un taxi da Yogyakarta a Prambanan costa pochi dollari, oppure ci sono bus e minibus in continuazione che passano per tutte le strade principali di "Yogya". Chi non teme il traffico, trarrà vantaggio dal visitare la piana in bicicletta, perchè i sette templi principali sono dislocati qualche chilometro l'uno dall'altro. Chi prende l'autobus, verra` assaltato alla stazione da tassisti e motociclisti che si offrono per l'intera giornata, a prezzi che vanno dai cinque ai venti dollari. Tre templi, dedicati rispettivamente a Brahma, Vishnu e Shiva troneggiano nel mezzo della corte quadrata. Il terzo è quello più spettacolare. E` considerato il massimo monumento induista dell'Indonesia. Costruito intorno all'anno 900, la sua pianta ricorda Borobudur, non fosse altro perchè anche in questo caso l'obiettivo degli architetti era di rappresentare il mitico Monte Meru. Al primo dei sei livelli i bassorilievi raccontano la storia del Ramayana. Il potere drammatico e metafisico della danza cosmica di Shiva rappresenta forse l'apice dell'arte giavanese del bassorilievo. Ognuna delle quattro scalinate porta a quattro camere, dedicate ad altrettante divinità. La piana è letteralmente disseminata di templi (in origine ce n'erano 232). Tre chilomeri a Ovest, verso Yogya, si incontra uno dei più interessanti, il Candi Sari, costruito nell'825, e poco a nord di questo il Candi Kalasan, datato al 778, ovvero uno dei primissimi dell'intera Giava, e uno dei primi documenti del sincretismo giavanese (vi sono fuse la cosmologia induista e quella buddista). Continuando verso Yogya, dopo altri cinque chilometri, si arriva al bivio per Candi Sambisari, la scoperta più recente della piana (gli scavi archeologici sono ancora in corso). Gran parte di questi "candi" sono mausolei di sovrani, per cui la piana è una specie di "valle dei re" giavanese. I templi vennero abbandonati in concomitanza con l'invasione mussulmana, e vennero severamente danneggiati da un terremoto nel Seicento.

Proseguimento delle visite con il museo di Affandi e la Galleria di batik Ardyanto con pranzo in ristorante locale.
Rientro in hotel e pernottamento.


7° Giorno - Yogyakarta (B)

Prima colazione e trasferimento in aeroporto.