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SUD EST ASIATICO   /   Indonesia   /   TOUR
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CENTRAL JAVA CON DIENG PLATEAU - Da EUR 798,00 a persona in doppia

 

Yogyakarta

5 Giorni / 4 Notti - Giornaliero su base privata con guida locale parlante italiano (soggetta a riconferma) (LOT)

Itinerario: Yogyakarta e dintorni

CENTRAL JAVA CON DIENG PLATEAU

Durata 5 giorni / 4 notti

Partenze: Giornaliero su base privata con guida locale parlante
italiano (soggetta a riconferma)

Da / A Yogyakarta / Yogyakarta
Assistenza Guida locale parlante italiano (soggetto a riconferma alla prenotazione) o inglese
Pasti 5 colazioni (B), 4 pranzi (L), 4 cene (D)

Hotel:
Cat. A
Yogyakarta – Melia Purosani o Phoenix

Cat. B
Yogyakarta – Yogyakarta Plaza o Grand Tjokro

La quota comprende:
Hotel con prima colazione
Pasti come da programma
Trasferimenti ed escursioni come da programma
Guida parlante italiano 8soggetta a disponibilità alla prenotazione) o inglese

La quota non comprende:
Pasti e bevande non incluse nel programma
Mance ad autisti e guide ed extra personali
Tutto quanto non espressamente menzionato alla voce “la quota comprende”


1° Giorno - YOGYAKARTA – PRAMBANAN + AFANDY + ARDYANTO (L/D)
Arrivo all’aeroporto di Yogyakarta al mattino, incontro con la guida e trasferimento alla volta del complesso di templi del Prambanam. I tempietti disposti attorno ad un gruppo centrale di otto templi maggiori, dominati a loro volta da quelli di Shiva, costituiscono solo una parte delle innumerevoli costruzioni edificate un tempo nella zona e che purtroppo ora rimangono visibili come una serie di pietre squadrate ammassate una sull'altra. Se si interpreta il complesso di Borobudur come un testo della dottrina buddista, nel tempio di Shiva, con le sue gallerie di rilievi rappresentati le storie del Ramayana, si riconosce un testo dell'induismo.
Quindi visita al museo Affandy e alla Galleria di Batik Ardyanto.
Trasferimento e sistemazione in hotel, pomeriggio libero e in serata cena con spettacolo tradizionale di danze Ramayana al Purawisata. Rientro in hotel e pernottamento.

Ulteriori informazioni sul Prambanan Copyright © 1997 Nuova Era

I templi della piana di Prambanan si trovano a 17 km a est di Yogyakarta. Vennero costruiti sotto il regno di Mataram, quello che mise fine alla dinastia Sailendra e che si estese fino a Bali, Lombok, Sulawesi e Borneo meridionale. Se Borobudur non esistesse, sarebbe Prambanan la grande attrazione architettonica dell'Indonesia. Un taxi da Yogyakarta a Prambanan costa pochi dollari, oppure ci sono bus e minibus in continuazione che passano per tutte le strade principali di "Yogya". Chi non teme il traffico, trarra` vantaggio dal visitare la piana in bicicletta, perche' i sette templi principali sono dislocati qualche chilometro l'uno dall'altro. Chi prende l'autobus, verra` assaltato alla stazione da tassisti e motociclisti che si offrono per l'intera giornata, a prezzi che vanno dai cinque ai venti dollari. Tre templi, dedicati rispettivamente a Brahma, Vishnu e Shiva troneggiano nel mezzo della corte quadrata. Il terzo e` quello piu` spettacolare. E` considerato il massimo monumento induista dell'Indonesia. Costruito intorno all'anno 900, la sua pianta ricorda Borobudur, non fosse altro perche' anche in questo caso l'obiettivo degli architetti era di rappresentare il mitico Monte Meru. Al primo dei sei livelli i bassorilievi raccontano la storia del Ramayana. Il potere drammatico e metafisico della danza cosmica di Shiva rappresenta forse l'apice dell'arte giavanese del bassorilievo. Ognuna delle quattro scalinate porta a quattro camere, dedicate ad altrettante divinita`.

La piana e` letteralmente disseminata di templi (in origine ce n'erano 232). Tre chilomeri a ovest, verso Yogya, si incontra uno dei piu` interessanti, il Candi Sari, costruito nell'825, e poco a nord di questo il Candi Kalasan, datato al 778, ovvero uno dei primissimi dell'intera Giava, e uno dei primi documenti del sincretismo giavanese (vi sono fuse la cosmologia induista e quella buddista). Continuando verso Yogya, dopo altri cinque chilometri, si arriva al bivio per Candi Sambisari, la scoperta piu` recente della piana (gli scavi archeologici sono ancora in corso). Gran parte di questi "candi" sono mausolei di sovrani, per cui la piana e` una specie di "valle dei re" giavanese. I templi vennero abbandonati in concomitanza con l'invasione mussulmana, e vennero severamente danneggiati da un terremoto nel Seicento.

2° Giorno - YOGYAKARTA CITY TOUR AND BOROBUDUR TOUR (B/L/D)
Prima colazione in hotel e mattinata dedicata alla visita del Palazzo del Sultano (Kraton), al Water Castle, al mercato degli uccelli ad uno dei più rinomati negozi di oggetti in argento a Kotagede. Pranzo in ristorante locale e quindi proseguimento per il Tempio del Borobudur riconosciuto in tutto il mondo come monumentale e somma espressione dell'architettura giavanese buddista. Edificato tra il '750 e l'850 in pietra vulcanica utilizzando come base la parte superiore di una collina, arricchito di innumerevoli sculture e pannelli di bassorilievi, può essere interpretato come un immenso mandala o cosmogramma ordinatamente disposto intorno al grande stupa di Buddha; sulla strada del ritorno, tempo permettendo, la visita viene completata con la sosta ai templi di Candhi Mendut e Candhi Pawon.
Cena e pernottamento in hotel.

Ulteriori informazioni sul Borobudur Copyright © 1997 Nuova Era:

L'immenso mandala di Borobudur e` indubbiamente una delle piu` impressionanti creazioni della civilta` umana. Questa montagna cosmica, costruita all'inizio del nono secolo, molto prima delle grandi cattedrali europee, ha una base di 122 metri quadrati e un'altezza di 35 metri, contiene 5 chilometri di bassorilievi e 500 statue di Buddha, ed poggia su un milione e seicentomila blocchi di pietra.

Non esiste monumento al mondo, buddista o altro, che possa fungere da campione di riferimento: con Borobudur nacque un'arte, e una concezione dell'arte, che prima non esisteva. Gli studiosi hanno identificato influenze indiane, persiane, greche e persino babilonesi. A commissionarlo furono i principi della dinastia Sailendra, a concepirlo furono saggi del buddismo tantrico, che guidarono la mano dell'architetto Gunadharma, a progettarlo fu una delle piu` formidabili equipe di scienziati (ingegneri, astronomi, matematici, fisici) della storia dell'umanita`, a costruirlo furono diecimila operai, artigiani, scultori e schiavi nell'arco di quasi cento anni. La posizione geografica non e` casuale: nella piana si incontrano due fiumi che ricordano la sacra confluenza del Gange e dello Yumna in India, e sullo sfondo si ergono montagne che ricordano il profilo dell'Himalaya.

Tutto si puo` dire di Borobudur, ma non che sia spettacolare. Anzi, e` quanto di piu` austero e incomunicativo si possa immaginare. Da lontano sembra una colossale roccia scura. La forma e` quella di un gigantesco mandala, che si puo` apprezzare soltanto dal cielo. Le cattedrali europee vennero costruite per essere ammirate dalla piazza antistante, Borobudur e i templi che lo imitarono vennero costruiti per essere ammirati dalle stelle.

L'intento primario era pero` quello di rappresentare il sacro Monte Meru dell'India, modello mitologico dell'universo. Libri e libri sono stati scritti sulla simmetria gelida e martellante dell'edificio, che colpisce continuamente il visitatore ipnotizzandolo progressivamente in una trance profonda, in un misto di paura e di ammirazione. L'edificio e` composto da 10 terrazze, una per ogni fase del cammino spirituale verso la perfezione, divise in tre livelli, corrispondenti alle tre sfere buddiste: la base rappresenta la vita nelle spirali del desiderio (kamadhatu), le cinque terrazze quadrate rappresentano la progressiva emancipazione dai sensi (rupadhatu), le tre terrazze circolari rappresentano la progressione dell'anima verso il nirvana (arupadhatu). In cima improvvisamente la densita` massiccia dei livelli precedenti si distende in spazi aperti, la complessita` delle terrazze si evolve con naturalezza in una semplice tranquillita`. A differenza delle cattedrali europee, per le quali le guglie, le cupole e i campanili sono fondamentali, la vetta conta pochissimo nell'economia architettonica di Borobudur: esiste una stupa centrale, ma e` poco piu` che un'inevitabilita` geometrica. Il paesaggio delle terrazze e` cosparso di nicchie contenenti statue di Buddha. Ogni Buddha e` leggermente diverso, ma proietta sempre un'aria di serenita`.

Nelle gallerie di ciascuna terrazza si entra a sinistra per porgere tributo agli dei, a destra per i demoni. Le gallerie compongono un labirinto di 5 chilometri. Lungo le loro pareti sono disseminati 8.000 metri quadrati di bassorilievi. E i dettagli infiniti di questi costituiscono una delle maggiori attrazioni. Sono 1500 i pannelli della storia di Buddha, a cui vanno aggiunti 1200 pannelli di puro decor. Nell'insieme essi costituiscono una gigantesca enciclopedia del sapere buddista, in quanto abbracciano non soltanto religione, ma anche storia, arte, filosofia, arti marziali, agricoltura, commercio, danza, persino abbigliamento. Ma anche all'occhio piu` profano risalta subito la giungla di immagini mitologiche, la folla di divinita` che si accalca in questo universo in cui Buddha e Shiva sono la stessa divinita`.

Salendo le scalinate di Borobudur il pellegrino prova due sensazioni parallele, quella di attraversare la storia dell'umanita` e quella di attraversare la propria esistenza individuale. Il rigore logico con cui l'edificio lo accoglie rende l'esperienza piu` che mistica, quasi scientifica. I simboli che lo aggrediscono ad ogni angolo hanno la forza dell'infinito, i numeri che vi legge non sono numeri aritmetici, ma numeri di una scienza che deve ancora essere inventata: la scienza dell'anima.

Notizie Storiche
Fu singolare la sorte di Borobudur. Costruito per glorificare la potenza di Sailendra, venne ultimato pochi anni prima che la dinastia venisse disciolta da principi induisti. Nei secoli successivi una serie di cataclismi naturali, fra cui eruzioni vulcaniche, sommerse la montagna cosmica di detriti. Soltanto nel 1814 un colonnello britannico inciampo` casualmente nelle rovine, e soltanto nel 1855 l'immensa costruzione venne riportata alla luce. Secoli di leggende si rivelarono vere: "la citta` delle mille statue" (com'era nota agli antichi) era davvero esistita, e torno` a proiettare il suo minaccioso ed enigmatico mandala verso gli astri.

3° Giorno - YOGYAKARTA-SOLO-CETOH E SUKUH-YOGYAKARTA (B/L/D)
Prima colazione e partenza alla volta della città di Solo, dove si visita il palazzo di Mangkunegaran, il mercato delle pulci di Triwindhu e Pasar Klewer. Visita quindi ai templi di Cetoh e Sukuh, templi hindu situati a circa 900 metri di altitudine alle pendici del vulcano Lawu (3.265m), considerato sacro dai javanesi. Costruiti prima della diffusione dell'Islam sono ritenuti i templi induisti più antichi di Java e combinano elementi dello shivaismo e del culto della fertilità. Sosta per il pranzo in ristorante locale e rientro a Yogyakarta. Cena in ristorante locale seguita da uno spettacolo tradizionale Wayang Kulit. Pernottamento in hotel.

4° Giorno - YOGYAKARTA – DIENG PLATEAU – YOGYAKARTA (B/L/D)
Prima colazione in hotel e partenza di prima mattina lungo le strade di montagna, passando per piccoli villaggi e piantagioni. Il trasferimento dura circa 3 ore e mezza e offre scorci paesaggistici di grande bellezza. Si raggiunge il Dieng Plateau, una delle zone archeologicamente più interessanti di tutta l’Indonesia.
E’ un altopiano (2.130 metri) caratterizzato da fenomeni geotermici che ci fanno notare la genesi vulcanica dell’arcipelago indonesiano. Coni vulcanici, sorgenti sulfuree, geysers, laghi variopinti, fertili campi ben coltivati ad ortaggi, ma anche resti di templi indù e buddisti del IX secolo incastonati in un ambiente del tutto particolare.
Il nome Dieng deriva da “Di Hyangi”, che più o meno significa “rispettato dagli dei”. Un tempo l’altipiano doveva essere considerato un luogo sacro dagli indù giavanesi e sembra che, almeno per un certo periodo, vi vivessero solo sacerdoti in eremitaggio. Dieng è stato un centro religioso, forse addirittura nel megalitico, e sicuramente ebbe molta importanza a Giava già nei primi anni dell’età indù. Gli studiosi sostengono che i templi furono costruiti durante il regno della dinastia Saliendra, probabilmente verso la metà dell’VIII sec., cioè prima del Borobudur e del Prambanan: furono edificati perché l’altopiano fosse un luogo di devozione. Tutti gli edifici sono consacrati a Shiva.
Non si sa bene ne quando ne perché a un certo punto l’altipiano fu abbandonato e cominciò ad essere ripopolato, da gente comune, solo nel 1830. Secondo certe stime all’inizio del secolo scorso a Dieng dovevano esserci ancora 400 templi, purtroppo molti sono andati distrutti nel frattempo perché i nuovi abitanti dell’altipiano hanno usato le pietre dei luoghi sacri per costruire le case. Oggi rimangono otto templi, ciascuno dei quali è chiamato con il nome di un eroe o di una eroina del poema epico Mahabharata.
Visita ai templi, al cratere di Sikidang e ai bellissimi laghi di Pengilon e Warno.
Rientro a Yogyakarta con sosta per il pranzo in ristorante locale.
Cena e pernottamento in hotel.

5° Giorno - YOGYAKARTA (B)
Prima colazione e tempo a disposizione fino al trasferimento in aeroporto.