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Il nome Corea trova la sua origine nel Regno di Koryo che
nel 918 soppianta il Regno di Silla, primo ad unificare territorialmente
il paese e ad attuare uno sforzo reale di amalgamare le diverse
realtà sociali, culturali ed economiche della penisola.
Silla e Koryo restano i due nomi più ricorrenti nelle
espressioni di antica arte coreana che, pur trovando radici
nella raffinata civiltà cinese, esprime i suoi caratteri
peculiari nel linearismo e nel sapiente equilibrio di forme
semplici pur con una certa tendenza alla monumentalità.
Il grande vicino cinese influenza in modo preponderante il
destino della Corea che si trova più o meno pesantemente
soggetta al succedersi delle dinastie regnanti Sung, Chin,
Yuan, Ming e Ching, mentre a sua volta ha cambiato nome in
Regno di Chosun e portato la capitale ad Hanyan che e` poi
l'attuale Seoul.
Come difesa dalle influenze straniere il Regno pratica una
politica di stretto isolamento, ma ancora una volta la Cina
col suo declinante potere e la conseguente firma dei "trattati
ineguali" coinvolge il paese nell'apertura al commercio
internazionale tra il 1876 ed il 1886.
Il Giappone ha nel frattempo intensificato i suoi tentativi
per un predominio sulla penisola fino ad arrivare ad un conflitto
aperto con la Cina che si conclude col trattato di Shimonoseki
del 1.895, ora e` soltanto l'opposizione russa a impedire
una sua effettiva egemonia politica ed anche questa cade col
trattato di Portsmouth che conclude la guerra Russo-Giapponese
del 1904-5.
La Corea è protettorato nipponico fino al 1910 quando
l'abdicazione dell'ultimo re Yi diventa provincia, inizia
quindi un periodo di totale condizionamento culturale e di
pesante sfruttamento del popolo coreano che si intensifica
ulteriormente con l'adozione della "economia di guerra"
a seguito dell'invasione della Cina nel 1937. Alla resa del
Giappone la Corea viene occupata da URSS a Nord del 38°
parallelo e da USA a Sud.
Nel 1948 la situazione si cristallizza con la proclamazione
delle due repubbliche coreane ed il clima della guerra fredda
sbocca in un conflitto armato che dopo tre anni di guerra
lascia nel 1953 le frontiere più o meno inalterate
ed il paese nella distruzione più completa.
La profonda crisi favorisce nella Corea del Sud il costituirsi
di regimi fortemente autoritari ed il boom economico è
ottenuto a prezzo della continua compressione del tenore di
vita della maggioranza della popolazione e della dipendenza
dalle multinazionali straniere.
Gli sviluppi più recenti vedono una progressiva democratizzazione
della vita politica, un avvicinamento al Nord ed un attenuarsi
delle punte repressive che hanno caratterizzato i giorni precedenti.
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